Referenze scientifiche


L'allenamento con le pedane vibranti per migliorare le prestazioni atletiche, ha avuto inizio in occasione delle Olimpiadi di Mosca (1980), quando furono impiegate dai ginnasti della squadra sovietica. Oggi le vibrazioni sono impiegate ampiamente in ogni campo, persino dagli astronauti per combattere l'ipotrofia muscolare e la decalcificazione ossea che si producono durante la permanenza nello spazio. Numerosi test scientifici hanno dimostrato la validità dell'allenamento con le pedane vibranti. Globus Italia ha realizzato nel 1984 un Centro di Ricerca interno per dare tutto il necessario supporto scientifico alla propria attiva. Inoltre collabora con medici, ricercatori universitari e bio ingegneri per studiare gli effetti degli allenamenti con le pedane vibranti. Il potenziale d'efficacia delle pedane vibranti nell'allenamento sportivo è notevole: 10 minuti di ginnastica con le pedane vibranti durante il quale si viene sottoposti ad un accelerazione di 17 g, corrispondono allo stesso carico accelerativo che si svilupperebbe effettuando per 40 sedute d'allenamento 200 drop jumps cadendo dall'altezza di 100 cm secondo Bosco e collaboratori (2000). L'uso delle pedane vibranti attiva la muscolatura attraverso una rapida successione di brevi ed intense contrazioni eccentriche e concentriche (Rittweger e collaboratori, 2001) che contrastano l'ipotrofia muscolare.

Potenza muscolare

Un allenamento con le pedane vibranti Physio Plate, costituito dalla somministrazione di vibrazioni sinusoidali ad una frequenza di 26/28 Hz, porta ad un significativo incremento della produzione di potenza meccanica. Runge e collaboratori (2000) riferiscono di un aumento del 18% della potenza degli arti inferiori in una popolazione anziana sottoposta ad allenamento con le pedane vibranti con le seguenti modalità: 3 sedute a settimana, 3 serie da 2 minuti alla frequenza di 27 Hz, per una durata complessiva di 12 settimane.

Forza isometrica

Decluse e collaboratori (2003) hanno registrato, dopo un allenamento con le pedane vibranti della durata di 12 settimane, un aumento significativo sia della forza isometrica, che della forza dinamica degli arti inferiori pari rispettivamente al 16.6 ed al 9.0 %. L'allenamento con le pedane vibranti comporta un effetto di potenziamento neurale, simile a quello indotto dall'allenamento di forza e dall'allenamento di potenza.

Sincronizzazione delle unità motorie

La ginnastica con le pedane vibranti può migliorare la capacità di forza esplosiva grazie ad una elevata sincronizzazione delle unità motorie implicate nel movimento, ad un miglioramento della coordinazione dei muscoli sinergici e ad un aumento dell'inibizione degli antagonisti secondo Bosco e collaboratori (2000).

Stimolazione fibre rapide (FT)

Durante l'esercizio con le pedane vibranti il corpo subisce delle importantissime sollecitazioni accelerative. Ad una frequenza di 30 Hz con una ampiezza d'oscillazione di 5 mm, si è sottoposti ad un accelerazione pari a 18 volte l'accelerazione di gravità (Rittweger e collaboratori, 2001), mentre in un classico esercizio pliometrico (salto preceduto da una caduta verso il basso) l'accelerazione sviluppata risulta pari a solamente 5 g.

Sistema nervoso e neurotrasmettitori

L'incremento della forza che si registra dopo una stimolazione con le pedane vibranti è inizialmente imputabile ad un'ottimizzazione dei meccanismi di adattamento neurale (Gandevia, 2001). Questi adattamenti si traducono nella capacità del soggetto di realizzare un maggiore e più efficiente controllo del movimento. Questi meccanismi sono stati usati per trattare con le vibrazioni pazienti affetti da emiplegia, pazienti affetti dal morbo di Parkinson o per una rieducazione propriocettiva. L'allenamento con le pedane vibranti, se opportunamente ripetuto, può indurre degli adattamenti ormonali stabili, migliorativi della funzione neuromuscolare (Bosco e collaboratori, 2000).

Circolazione sanguigna

La terapia con le pedane vibranti determina una riduzione della viscosità del sangue ed un aumento della velocità media del flusso circolario (Kerschan e collaboratori, 2001).

Cura dell'osteoporosi

L'allenamento con le pedane vibranti, che si accorda perfettamente per intensità e durata alle caratteristiche della popolazione anziana, costituisce un mezzo terapeutico d'elezione in medicina geriatrica per stimolare il metabolismo osseo, anche in presenza di una degenerazione osteoporotica (Petrofski e Phillips, 1984; Flieger e collaboratori, 1997; Rittwerger e collaboratori, 2000).